Rubric Dinamiche di Enzo Zecchi

Introduco l’idea delle rubric dinamiche soprattutto per monitorare lo sviluppo dell’identità dello studente: non per sostituire l’idea del portfolio, al contrario per permetterne la concreta implementazioneLa valutazione tramite rubric del binomio individuo/prestazione è una rappresentazione di come l’individuo ha affrontato quella prestazione. Siamo in presenza di un’istantanea, presa da un particolare punto di vista, con un particolare obiettivo, con particolari filtri. Ed è questo il punto di partenza della rubric dinamica: nulla o quasi si può dire di una persona se io fotografo un suo comportamento, se fotografo la risposta a uno stimolo, ma se in qualche modo riesco non a fotografare ma a filmare l’evoluzione di un comportamento, ossia del tipo di risposta a uno stimolo nel tempo, le informazioni in mio possesso diventano molto più ricche, al punto da rendere meno probabilistiche le inferenze sulle potenzialità e sulle competenze della persona. Le informazioni che con le rubric dinamiche si raccolgono sono talmente numerose che rischiano di diventare illeggibili ed una operazione di sintesi richiede normalmente un lavoro talmente impegnativo che poi finisce per non essere fatto. In questo lavoro propongo di coniugare una felice intuizione, le rubric e la loro estensione al concetto di rubric dinamiche, con gli strumenti che la scienza e la tecnologia ci offrono per poterle concretamente gestire.

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“Gli Egizi raccontati dalla IV C” pratica BYOD VALUTAZIONE AUTENTICA resoconto finale gruppi

Questo lavoro è stato condotto con la classe IV C della scuola primaria “G. Falcone” di Funo di Argelato (Bo) nell’anno scolastico 2013/2014.

Il lavoro su cui ho voluto sperimentare un primo approccio alla valutazione autentica e quindi realizzare una rubric ad hoc, è un approfondimento sugli Egizi, argomento principe del programma di storia in classe quarta.

Sulla LIM abbiamo fatto un brainstorming su quali fossero gli argomenti principali sui quali fare ricerca e ho diviso la classe in quattro gruppi, facendo in modo che fossero il più eterogenei possibile dal punto di vista delle competenze messe in gioco.

GRUPPI: (A) la Civiltà, (B) la Società, (C) la Religione e (D) la Scrittura.

Linda Ierardi

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Gentilezza aumentata in una classe 2.0 di Jenny Poletti Riz

Project Based Learning. Ancora un’espressione inglese. Termini tecnici in slang didattichese. Eppure le premesse sono semplici e, credo, condivisibili. Far lavorare i ragazzi anche a scuola su un progetto per un periodo di tempo prolungato, a partire da una domanda complessa, da una questione aperta o da un’esigenza pratica. Dalla necessità di trovare risposte scaturisce l’apprendimento. I ragazzi sono in gruppo, collaborano, trovano soluzioni ai problemi, ragionano e usano le tecnologie per costruire prodotti, per compiti i cui esiti finali hanno riscontro non solo nelle valutazioni numeriche dei loro insegnanti ma che piuttosto prevedono una ricaduta nel mondo reale.

Dopo aver scoperto questa modalità di fare scuola prima leggendo e studiando su internet e in seguito negli interessanti incontri di formazione tenuti dal professor Zecchi, non ho avuto scelta: dovevo sperimentarla di persona insieme ai miei ragazzi, senza ulteriori indugi. More

Lepida Scuola a Novellara

Articolo Gazzetta di Reggio 24 giugno 2014

I materiali del corso

Il metodo Lepida Scuola per promuovere la multiculturalità e favorire l’inclusione

Il metodo Lepida Scuola per promuovere la multiculturalità e favorire l’inclusione

Correggio: una classe dell’Einaudi costruisce artefatti matematici in nove lingue diverse

Una classe dell’Istituto Tecnico “Einaudi” di Correggio ha svolto, nell’ambito delle attività che promuovono lo sviluppo delle competenze di cittadinanza, un progetto a forte valore inclusivo utilizzando il metodo Lepida Scuola. Lepida Scuola è una metodologia didattica innovativa, diffusa a livello nazionale ed europeo, ideata dal prof. Enzo Zecchi e nata a Reggio Emilia una decina d’anni fa. Il metodo prevede una didattica a matrice socio-costruzionista centrata sullo studente e volta a favorire lo sviluppo delle otto competenze di cittadinanza promosse dalla comunità europea.
Classe 1D Gli studenti della classe 1D a indirizzo economico e giuridico, divisi in piccoli gruppi e coordinati dal prof. Roberto Menozzi, hanno affrontato un problema autentico: imparare da soli un argomento di matematica, costruire una prova di verifica comprensiva del correttore e degli strumenti di valutazione. La diversa origine geografica degli studenti è stata utilizzata come un’importante risorsa a disposizione della classe e non, come capita purtroppo troppo spesso, un ostacolo all’apprendimento. Gli studenti di origine straniera hanno avuto l’opportunità di partecipare alle discussioni a contenuto scolastico disciplinare non diversamente dai loro coetanei italiani. More

WhatsMath un prototipo di app per peer-education

 

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Oggi ho iniziato le presentazioni finali dei progetti in una mia seconda. Un primo gruppo ha presentato come prodotto una presentazione che spiega come si risolvono le disequazioni lineari. Al termine ho fatto riflettere il gruppo su alcuni aspetti che io ritengo importanti: le modalità con le quali hanno impostato il lavoro di gruppo, l’importanza della costruzione dei deliverable (mappa split tree, studio di fattibilità e matrice di assegnazione dei compiti) e della riflessione per la realizzazione del prodotto, il modo innovativo con il quale hanno imparato le tecnologie e lo stile comunicativo con il quale hanno esposto. Sono fasi di riflessione non documentate ma  spero che i miei studenti ne facciano tesoro.

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Il secondo gruppo ha presentato un prototipo (alcuni cartelloni in sequenza) con il quale ipotizzano un uso “intelligente” di uno dei social più utilizzati dai teen-ager: Whatsapp. Il loro obiettivo è quello di mantenere il layout comunicativo dell’app ma di inserire  emoji  matematici per poterla usare come strumento di peer education. E’ straordinario che il prototipo di un prodotto così tecnologico sia stata realizzato su carta simulando una sessione di chat.

Roberto Menozzi – ITS Einaudi Correggio (RE)

Incontro Lepida Scuola

L’anno scolastico che  volge al termine ha visto diverse sperimentazioni di una didattica basata su problemi e progetti, con modalità che hanno coinvolto diversi ordini e tipi di scuole e che hanno permesso di affinare ed innovare il metodo, sia dal punto di vista delle attività in classe sia nella metodologia di formazione ed accompagnamento del lavoro dei docenti.

Non sono mancati importanti momenti di confronto internazionale ed interistituzionale.

Alla luce di questo, è convocato un incontro Mercoledì 14 Maggio, presso l’Istituto Blaise Pascal, via Makallè 12, a Reggio Emilia , alle ore 15.00, per presentare alcuni dei progetti realizzati.

Scopo dell’incontro è il confronto tra le diverse esperienze, con attenzione agli obiettivi raggiunti ed alle difficoltà emerse, alle innovazioni introdotte e ai nuovi strumenti utilizzati, nell’ottica di un sempre più efficace cambiamento nella direzione di una didattica attiva, centrata sulle competenze e sul ruolo centrale dello studente.

Corso di formazione Lepida Scuola

Rete Scuole “Bassareggiana”

“OLTRE LA SCUOLA TRASMISSIVA, VERSO UNA DIDATTICA PER PROBLEMI, PROGETTI E COMPETENZE”

RELATORI: Enzo Zecchi – Roberto Menozzi

Novellara, 17– 19– 25 giugno 2014

AULA MAGNA - Scuola Secondaria di 1° grado “Lelio Orsi” - Via Novy Jicin, 2

Per iscrizioni ai corsi inviare mail a: carlabaldini22@gmail.com

Brochure dei corsi di formazione 

Alcuni MOOC interessanti

Alcuni MOOC interessanti segnalati dalla Prof.ssa Lavia Di Sabatino:

Attività propedeutica alla PBL

In una classe prima del mio Istituto (ITS Luigi Einaudi di Correggio RE) ho sperimentato nei giorni scorsi un’attività di apprendimento costruzionista non propriamente strutturata secondo il metodo Lepida Scuola.

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Durante questi anni nei quali ho sperimentato in diverse forme il metodo Lepida Scuola, ho constatato alcune difficoltà nell’introduzione di forme di didattica attiva in classi abituate ad attività di apprendimento prevalentemente trasmissive. L’approccio differenziale al metodo, teorizzato in questi ultimi mesi, sta favorendo l’implementazione dell’ambiente di apprendimento ma ho voluto comunque intraprendere un percorso di sperimentazione ancora più destrutturato. More